PERCHE’ TUTTO QUESTO SFARFALLARE?
Quando ti trovi di fronte a decine di adolescenti e li vedi trincerarsi dietro i loro silenzi è la tua
determinazione che deve vincere. Quanto conta per te il loro pensiero, le loro emozioni? Quanto sei pronta
a sfidarti per tendere loro la mano e creare qualcosa di diverso, qualcosa che loro ricorderanno come un
profondo desiderio di apertura?
Io ci provo. Ci provo ogni volta. Perché ognuno di loro è unico ed è un’occasione incredibile ascoltarlo.
Talvolta non basta chiedere “Avete domande da farmi? Volete condividere un pensiero?”
Le farfalle sono nate per questo.
Quando i ragazzi arrivano all’incontro le trovano sulle sedie: colorate e con le ali piegate. Un dettaglio che li
incuriosisce. Durante l’incontro gli chiedo di scriverci sopra, in forma anonima o firmandole, una domanda
o un pensiero, il loro da ora in poi, qualunque cosa loro desiderino condividere con me e con i coetanei.
Una sola volta mi è capitato di trovare una farfalla in bianco.
Ho chiesto se qualcuno volesse parlarne. Un ragazzo mi ha risposto che l’aveva lasciata lui in bianco, “sto
ancora cercando di capire cosa amo fare” mi ha detto. E di questo, poi, abbiamo parlato.