In un liceo artistico viene facile parlare di passione. I ragazzi mi hanno accolta con una vera opera d’arte: un libro aperto che ha visto le proprie pagine trasformarsi in decine di rose. Sono ragazzi che ardono di curiosità. Mi pongono mille domande, non solo sulle vicende di Claudio, il protagonista di DA ORA IN POI, non solo sulla vita in una periferia come San Basilio, s’interessano al mio lavoro, mi chiedono quante ore al giorno dedico alla scrittura, quanto tempo ho impiegato per pubblicare un libro, mi chiedono se ho dei figli e come concilio l’attività familiare con le attività lavorative. Intuisco il loro interesse per chi la passione l’ha coltivata. Cercano la ricetta per la resilienza. Ridiamo insieme, racconto loro di quanto in realtà i miei figli mi aiutino in questo mio percorso. Di come ascoltando si cresce insieme. Parliamo di STEREOTIPO,  parliamo di SCELTE. Qualcuno scrive sulle ali di una farfalla che si è trovato per diversi motivi nella situazione di Claudio. Dice che leggendo ha capito di non volerlo fare. Lo ringrazio. I ragazzi battono quando finisco di leggere la sua farfalla. E’ un volto tra tanti, ma mi sta guardando. Lo ringrazio di nuovo commossa. Quando ho scritto la storia di Claudio speravo che le mie parole potessero aiutare. Vorrei poterlo abbracciare, ma l’anonimato con cui chiedo di scrivere sulle farfalle lo protegge. E’ giusto così.

Una mattinata di grandi emozioni in questa scuola. Molti dei professori prestano servizio anche all’interno del vicino istituto di pena di Rebibbia. Sono persone che credono nel loro lavoro.

Felice di averli conosciuti.