“Ti aspetto all’ingresso” mi ha detto Beatrice Vannoni, professoressa di educazione fisica, ex atleta della nazionale italiana di ginnastica artistica ai tempi di Yuri Chechi. Qualcuno mi ha detto che andare in trasferta a Siena per una sola classe non era molto saggio, ma se qualcuno ha letto il mio libro, se qualcuno vuole condividere in merito i suoi pensieri, i suoi dubbi, le sue domande, beh, per me quel qualcuno merita attenzione e quindi trovo saggio partire. E poi non sono andata a Siena per una sola classe, sono andata a Siena per venti ragazzi, cambia di molto la prospettiva: ognuno di loro è prezioso!

Come uso fare mi sono lasciata precedere da una lettera ai ragazzi in cui chiedevo di raccontare il loro DA ORA IN POI poichè io avrei raccontato il mio. La proposta è stata accolta da diversi ragazzi che hanno condiviso le loro perplessità rispetto a un mondo che li vuole capaci di sognare, ma che non li pone nelle condizioni di realizzare i loro sogni. Essendo una classe V hanno espresso i loro timori rispetto al futuro, anche alla scelta del corso di laurea, con l’ossessione della difficoltà nel trovare lavoro e la prospettiva di emigrare all’estero. Giovanni e Niccolò hanno parlato del loro dubbio amletico: credere o non credere nel sogno? Provare o non provarci? Amelia ci ha regalato la sua esperienza nell’attività peer to peer con i bambini e Giorgio, giovane cantautore, ci ha commosso con la sua arte. La sua canzone parlava di un girasole, della sua continua ricerca della luce. Ecco, sono così questi ragazzi, alla continua ricerca di un raggio di sole in un mondo che crea loro tensione e sgomento.

Bello incontrare una classe dove l’insegnante ha le lacrime agli occhi mentre i suoi ragazzi si raccontano!