23 maggio 2019.

E’ una giornata molto calda, cerco un poco di sollievo abbassando i finestrini nella macchina. Imbocco il GRA, questo grande anello di asfalto che circonda Roma, direzione Napoli, Montecompatri è distante non più di un quarto d’ora se la strada è libera. La periferia della periferia.

L’edificio scolastico è molto piccolo, anche se l’istituto comprensivo Paolo Borsellino è una grande realtà dislocata in diversi plessi. Non c’è un’aula magna dove poterci radunare, ma non importa. Quello che è importante è il desiderio di conoscerci, di fare un percorso, di crescere insieme. Nelle aule i banchi sono stati accantonati sul fondo e le sedie poste in semicerchio di fronte alla lavagna.

Ridiamo tanto con questi ragazzi, ridiamo della mia lentezza con la tecnologia. Si sorprendono scoprendo che ascolto Fabrizio Moro e Ultimo. Finiamo con il raccontarci di noi. Ascolto parole di canzoni sconosciute, frasi di autori che li colpiscono, ma che non hanno fama. Qualcuno dice “Ciro non è un eroe per tutti, ma per me lo è”. Parliamo delle serie di Netflix, di Gomorra. Quello che penso io, quello che pensano loro.

Ci si rivela tutelati dall’anonimato delle farfalle che distribuisco non avendole potute lasciare sulle sedie in precedenza. “Sono bisex, ma ho paura del giudizio dell’altro.” Allora da qui partiamo per raccontarci come nasce uno stereotipo, come diventa pregiudizio e infine condizionamento sociale.  Scoprono di essere vittime di pregiudizio: qualcuno li chiama “burini”, per indicarli come coloro che non appartengono alla città, “i pecorari”, ” i caciottari”, perchè nei prati intorno a Roma i pastori portavano i loro greggi. Riflettiamo sulla nostra esperienza. Se vediamo cosa accade nella nostra vita è più facile fare la scelta giusta.

Come quella della legalità.

I ragazzi sono stati in gita in Sicilia. I temi trattati in DA ORA IN POI  si intersecano con quelli affrontati durante il viaggio.

Ringrazio per questa bella mattinata tutti i ragazzi  e gli insegnanti che mi hanno accolta, ma dedico un saluto particolare alla professoressa Paola Ribera e al professor Stefano Padoan per essere stati premurosi compagni di viaggio in questo percorso.

Catia Proietti